il medico ha visto subito che non c'era nulla da fare . la povera donna giaceva supina , vicino alla parete, la nuca sfondata e una pozza di sangue , come un'aureola, che si allargava e finiva infiltrandosi nel selciato.
il marito ci ha mostrato il biglietto che aveva lasciato e che diceva pressapoco "perdonatemi, mi sento sola, chiama x... (la figlia) non ce la faccio più...."
e così riflettevo tra me e me e mi chiedevo come sia possibile , nel centro di milano, con 6 figli e un marito sentirsi tanto soli. d'accordo; era una donna anziana. d'accordo; i figli sono sposati e abitano altrove. ma fino a questo punto? così tanto soli? e il marito? e i vicini ? gli amici?...
possibile che non importasse niente a nessuno?
e mentre io ed un collega parlavamo di questo è arrivata la custode dello stabile. ha aperto il portone del palazzo. si deve essere accorta che eravamo lì. una ambulanza, un'auto medica, due macchine del 113, due macchine dei carabinieri.
ebbene, non ha chiesto chi ci fosse sotto il lenzuolo. non la minima emozione visibile.ha fatto segno al compagno di aiutarla e insieme si sono occupati di portare in strada i sacchi della spazzatura che si trovavano dietro una siepe.
abbiamo fatto un po' di trambusto, naturalmente. i motori, la sirena all'arrivo...
nessuno che si sia affacciato ad una finestra . almeno,visibilmente.
poi è arrivata la figlia. una donna intorno alla cinquantina che ha chiesto notizie ai carabinieri e
ha cominciato a piangere. con discrezione, senza troppo rumore. mentre il marito la invitava a "calmarsi" (?!?)
a quel punto non avevamo altro da fare e siamo andati via. dopo di noi sarebbe arrivato un magistrato per le formalità del caso ed un furgone che avrebbe trasportato il cadavere all'obitorio.
e allontanandomi non potevo fare a meno di provare comprensione per quella povera sventurata.
ma anche la mia tristezza non è durata molto
dopo pochi minuti correvamo già sul luogo di un incidente stradale.
.... e così via
Ricordo molto bene quell'intervento e le parole che ci siamo scambiati dall'inervento della custode in poi. Avevo scritto una poesia subito dopo, ma lo persa.
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