giovedì 8 aprile 2010

reportage dalla luna

che bella giornata!
oggi c'è un sole magnifico. sono contento che la mia macchina sia inservibile. cammino per la città, gli occhi al sicuro dietro i miei bellissimo occhiali da sole nuovi "tom ford" e mi sento bene. proprio bene.
viaggiare in autobus è piacevole. solitamente è un po' come andare in crociera. si può scegliere per diverse destinazioni. esistono linee dove sembra di essere in bolivia, altre che ti fanno sentire la torrida bellezza africana, o la buffa parlata cino-giappo-coreana. altre dove ringrazio dio di avere inventato i paesi dell'est e per le donne che ha voluto metterci .
ma oggi...oggi...
salgo e mi trovo un angolino in piedi , davanti a me una signora seduta che ogni tanto mi osserva.
adesso comincia a borbottare tra se. qualche gesto nervoso con le mani. cerca di attirare l'attenzione.... ci riesce ma capisco che è un po' agitata e faccio finta di nulla.
niente da fare. mi guarda apertamente e comincia a raccontare . cavoli, a qualcuno doveva pur dirlo. ha visto un'astronave. cioè, l'ha sognata . lei abita a malpensa e , evidentemente, gli alieni hanno voluto scendere a controllare la pista. per quanto, guardando bene le linee, non sarebbe strano che fosse di costruzione americana. d'altronde è del tutto evidente che stiamo tutti scivolando verso una forma di "anarchia personale". e poi, da quando è morta la sua mamma si sente così sola...e anche il suo vicino , quello che era nato sordomuto, è morto ed ora lei si mette una mano sul cuore e una sulla coscienza...
è un fiume di parole. tento di dire qualcosa di consolante ma mi attacca da tutti i lati. non posso spostarmi. ci resterebbe male. ma come interagire? sono confuso.
e poi il colpo di grazia. la domanda di fronte alla quale la mente vacilla..
-povero savino, sei morto così, semplicemente.ho pensato. come ti sarai trovato di fronte a tutte le cose che non hai mai visto nella vita?-
...
?!?
...
scherzi a parte, è davvero penoso accorgersi che la gente ha un grande bisogno di parlare.si sente sola anche su un autobus affollato.
ma noi no. giusto?noi siamo forti, siamo riservati, abbiamo una privacy,
bhè, non siamo tutti così forti. ci sono esseri più delicati, più fragili che cedono e ...rompono il bozzolo che tutti ci creiamo intorno.
e dicono qualcosa. sarebbero disposti a dire qualunque cosa pur di creare un contatto. almeno per qualche minuto.


povere farfalle incerte

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